2011 in review

The WordPress.com stats helper monkeys prepared a 2011 annual report for this blog.

Here’s an excerpt:

The concert hall at the Syndey Opera House holds 2,700 people. This blog was viewed about 16.000 times in 2011. If it were a concert at Sydney Opera House, it would take about 6 sold-out performances for that many people to see it.

Click here to see the complete report.

Arrivederci al Libro bianco

Dopo circa 9 mesi di attività, si sospende la fase di pubblicazione dei contenuti sul blog, che comunque rimane aperto per eventuali commenti. Nel corso dell’estate la mole di osservazioni e proposte, veramente molte, che hanno riempito questi mesi di consultazione online sarà alla base della redazione della bozza di Libro bianco, che sarà discussa in settembre dagli organi di federazione, con l’obiettivo di giungere alla sua presentazione in occasione del decennale della 381/1991, il 15-16 novembre prossimo.

Grazie agli oltre 100 articolisti e commentatori, ai 12 mila visitatori, e ai quasi duemila cooperatori che in questi mesi hanno preso parte ai seminari territoriali di discussione del libro verde. Un esperimento riuscito di partecipazione dei cooperatori ad un momento importante di rilancio culturale dei temi dell’inserimento lavorativo. Arrivederci su questo spazio e sul sito istituzionale di Federsolidarietà tra qualche settimana con il Libro bianco.

40% in giro per l’Italia

Già si è parlato in questo blog di 40%, il film prodotto dalla Cooperativa Arcobaleno di Torino che racconta storie quotidiane di inserimento lavorativo.

In questi giorni 40% è in giro per l’Italia

  • 25 maggio a Fossano, ore 21.00 – Cinema i Portici – Via Roma 74
  • 27-28-29 maggio a Genova, ore 20.30 – Cinema Eden – Via Pavia 4, Genova Pegli
  • 31 maggio 1e 2 giugno a Ciampino (Roma) ore 20.30 – Cinema Il Piccolissimo – Via L. Ariosto, 2 Ciampino
  • 8 giugno a Rimini ore 20.30 – Cinema Tiberio – Chiostro Chiesa San Giuliano Martire, Via San Giuliano16.

Il film si avvale a parte alcune eccezioni come Luciana Littizzetto, di attori esordienti e degli stessi lavoratori della cooperativa. Si tratta di una commedia neo realista dai risvolti ironicamente noir, che ha ottenuto dalla Commisione di Revisione Cinematografica presso la Direzione Cinema del Ministero dei Beni e Attività Cuturali il riconoscimento della qualifica di “film per ragazzi” per i suoi messaggi positivi ed educativi. Un ottimo strumento per valorizzare il lavoro di chi, come le cooperative sociali, si preoccupa di produrre beni comuni.

Visitate il sito per seguire le date di programmazione in sala.

 

Prato, 1 giugno, convegno regionale sull’inserimento lavorativo

Prosegue il lavoro di tutela e promozione della cooperazione di inserimento lavorativo da parte di Federsolidarietà Toscana; dopo:

  • la firma del “Protocollo di intesa” tra Regione Toscana (sistema delle ASL e degli ESTAV) e Centrali Cooperative per promuovere i rapporti tra le istituzioni pubbliche e la cooperazione sociale per l’inserimento lavorativo delle persone svantaggiate del marzo 2010,
  • l’attività svolta dalla Federazione per la diffusione dell’applicazione delle “clausole sociali” negli appalti pubblici, anche in relazione con i seminari nazionali: “Pubblici poteri e cooperazione sociale. Servizi pubblici locali e governance delle politiche” tenutosi a Roma il 20 gennaio scorso e “Pubblici poteri e cooperazione sociale. Servizi Pubblici Locali: sfide del mercato e opportunità per il sistema cooperativo” tenutosi a Soave (VR) il 18 aprile u.s.,
  • il grande evento “LATO B della cooperazione” (c.d. “SI PUO’ FARE 2”) svoltosi al Saschall di Firenze il 4 marzo scorso,

ecco il seminario di livello nazionale:

L’IMPRESA DI COMUNITÀ E L’INSERIMENTO LAVORATIVO
La funzione sociale della cooperazione.
mercoledì, 1° Giugno 2011 – ore 9.00
Sala Ovale – Provincia di Prato, via Ricasoli n. 17 – Prato

L’evento nasce in collegamento con gli orientamenti della Commissione regionale della Federazione sull’inserimento lavorativo che ha auspicato iniziative di sensibilizzazione sul tema e con l’invito di Federsolidarietà nazionale di promuovere la diffusione ed il confronto sui contenuti del LIBRO VERDE sull’inserimento lavorativo.

Il convegno intende promuovere e valorizzare l’operato della cooperazione sociale di tipo B, quella particolare forma di impresa che cerca di stare sul mercato conciliando l’aspetto “sociale” con quello “imprenditoriale”, afferma il Presidente di Federsolidarietà Toscana, Paolo Maroso.

Mi sembra opportuno anche sottolineare – continua Maroso – come la realizzazione dell’evento sia stata possibile grazie alla collaborazione con l’Unione Interprovinciale Firenze – Prato, il contributo della Camera di Commercio di Prato ed il lavoro del Consorzio Astir di Prato che ha messo a disposizione il proprio bagaglio di significatività territoriale per accedere ai fondi disponibili e metterli poi a disposizione delle strategie della Federazione. Ritengo che sia una prassi replicabile con questo od altri format e contenuti e che possa, quindi, essere solo il primo esempio di una sinergia a più livelli significativa di per sé ed estremamente utile in un momento in cui politica e mercato rappresentano per la cooperazione sociale fonti di grossi interrogativi dopo più di venti anni di collaborazione.

Il convegno, dopo i saluti dei referenti locali della cooperazione, autorità civili e religiose, si svilupperà a partire da tre relazioni di livello nazionale a cura di:

  • Giuseppe Guerini, Presidente nazionale di Federsolidarietà, sul profilo normativo attuale in relazione all’inserimento lavorativo e sul libro verde;
  • Gino Mazzoli, psicosociologo, che si occupa da oltre 20 anni di ricerca, formazione e consulenza verso servizi di welfare dedicandosi, in modo particolare, alla costruzione di network territoriali con cittadini, terzo settore e istituzioni, in particolare per affrontare i nuovi disagi, per lo più invisibili, da cui sono attraversati strati sempre più diffusi di popolazione e famiglie;
  • Ruggero Villani di A.I.C.C.O.N (Associazione Italiana per la promozione della Cultura della Cooperazione e del Non-profit) sul valore aggiunto rappresentato dall’inserimento lavorativo, seguendo così un percorso ideale che parte dall’esperienza del FARE, con le sue difficoltà e opportunità, prosegue considerando l’attualità dei BISOGNI, cui il nostro fare contribuisce a rispondere, e si conclude con una sorta di certificazione dell’UTILITA’ dell’esperienza cooperativa in questo campo.

La seconda parte della mattinata vedrà protagonisti i rappresentanti delle Istituzioni regionali e locali (tra cui l’Assessore regionale all’Ambiente ed energia, Anna Rita Bramerini) che saranno coinvolti in una vera e propria intervista sulla condivisione dei temi tracciati dalle relazioni, sulla volontà di sostegno rispetto alle politiche di welfare e, in particolare, sul ruolo che la cooperazione sociale ritengono utile che possa svolgere oggi.

Le interviste, peraltro, saranno introdotte da alcuni brevi filmati utilizzati per l’evento dello scorso 4 marzo al Saschall di Firenze, a significare un’ideale continuità con quell’evento.

Per scaricare il programma del convegno cliccare qui.

Un’interrogazione parlamentare sul diritto al lavoro dei disabili

E’ stata presentata il 17 maggio dall’On.Codurelli (PD) una interrogazione parlamentare concernente il diritto al lavoro dei disabili e la normativa italiana in materia. Il nostro Paese è stato deferito alla Corte di giustizia Europea per la mancanza una norma che obblighi i datori di lavoro a prevedere soluzioni ragionevoli per le persone con disabilità, affinché possano avere pari opportunità nell’accesso al lavoro; nonostante la direttiva 2000/78 sia stata recepita con il decreto legislativo 216 del 2003, tale provvedimento non è stato ritenuto adeguato e sufficiente. Infatti, si legge in una nota ufficiale prodotta dalla Commissione europea, a tutt’oggi «l’ordinamento italiano non contiene una norma generale che imponga al datore di lavoro di prevedere soluzioni ragionevoli per i portatori di qualunque tipo di disabilità e per tutti gli aspetti dell’occupazione».

L’interrogazione evidenzia, in particolare, le violazioni alla legge n. 68 del 1999. Solo a Milano e provincia, nel 2010 sono state 400 le imprese che anziché assumere un disabile, in base alla normativa specifica, hanno preferito pagare le multe loro comminate. Nel territorio più industrializzato d’Italia, spetterebbero di diritto ai disabili 18.750 posti di lavoro, quelli che di fatto sono stati assegnati sono solo 6.103. Si stima inoltre che siano finiti solo nelle casse della regione Lombardia 40 milioni di euro, 10 in più rispetto al passato. E tale situazione riguarda anche gli enti pubblici e non solo le aziende private. Risulta ad esempio infatti che la provincia di Cuneo non stia adempiendo alla legge n. 68 del 1999, concernente le norme per il diritto al lavoro dei disabili: mancano infatti 16 persone in base alla legge n. 68 e 2 per le categorie protette.

Le aziende con più di 16 dipendenti hanno l’obbligo di assumere personale disabile, ma molte si fermano alla prima assunzione e poi ricorrono all’esonero, pagando la sanzione giornaliera (51 euro) per ogni posto lasciato libero, come prescritto dalla legge n. 68. Inoltre, oltre a non assumere, appena si può si licenzia il personale disabile. Rispetto a ciò, ricorda l’interrogazione, la Confindustria si giustifica sostenendo che, per quanto sia vero che bisognerebbe garantire loro posti di lavoro, occorre considerare che spesso si generano problematiche di sicurezza legate al fatto che dimenticano di dotarsi delle adeguate protezioni.

L’interrogazione chiede quindi se le istituzioni siano a conoscenza della grave situazione esposta e a fronte di tali violazioni della legge n. 68 del 1999 come intendano intervenire al fine di garantire alle persone con disabilità il diritto al lavoro così come previsto dalla legislazione vigente, dalla convenzione per i diritti dei disabili e dalle direttive europee.

Catania, 30-31 maggio, un approfondimento sugli affidamenti della pubblica amministrazione

Il 30 e il 31 maggio prossimi, a Catania, prosegue il percorso dei seminari territoriali di approfondimento sul tema degli affidamenti di servizi pubblici locali alle cooperative sociali.

Il seminario “Pubblici poteri e cooperazione sociale. Servizi pubblici locali: sfide del mercato e opportunità per il sistema cooperativo” in Sicilia avrà la durata di due giornate.

I lavori del 30 maggio saranno incentrati sulle modalità di partecipazione alle gare e sulla nuova disciplina della tracciabilità dei pagamenti della pubblica amministrazione; il giorno successivo si analizzerà la disciplina dei servizi pubblici locali, le modalità degli affidamenti e gli strumenti per l’inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati.

Marche: Cooperazione B tra fatiche e prospettive di sviluppo

Si è svolto a Loreto il 12 maggio scorso un seminario di Federsolidarietà Marche che ha dedicato una specifica attenzione ai temi dell’inserimento lavorativo e del Libro Verde. Si seguito sono sintetizzati alcuni passaggi del documento base che ha costituito il punto di avvio della discussione.

Sulla cooperazione sociale di tipo B si stanno riversando aspettative e pressioni occupazionali sempre più consistenti e difficili da sostenere. L’attuale crisi sia congiunturale che strutturale favorisce una richiesta di inclusione lavorativa anche per persone che non godono dei sussidi delle politiche passive e non riescono ad usare i tradizionali canali dei servizi per l’impiego, ma le commesse di lavoro diminuiscono. Così pure le provvidenze a sostegno degli inserimenti di persone con più marcata disabilità o ridotta autonomia.

Non sempre le amministrazioni locali riescono a comprendere e a mettere a bilancio il “doppio prodotto” effettivamente fornito dalle cooperative di tipo B, sicché il costo di tale servizio finisce per pesare sulla riduzione o sul frazionamento dei tempi occupazionali o sulla riduzione delle tutele o essere riversato di fatto sulle famiglie. Quali buone prassi è possibile mutuare dalle nostre esperienze innovative per rispondere a questa emergenza?

La Federazione marchigiana ha poi dedicato una riflessione al tema dello sviluppo della cooperazione sociale, sia con riferimento ai servizi alla persona, che all’inserimento lavorativo, di cui si colgono le potenzialità di sviluppo.

La cooperazione sociale marchigiana ha un fatturato globale prevalentemente derivante da commesse pubbliche. La riduzione delle risorse destinate al settore sociale, obbliga molte cooperative a rivedere le loro strategie di mercato.

Qualche giorno fa la Conferenza Episcopale Marchigiana ha promosso un seminario dal titolo evocativo: “Ripensare al lavoro che c’è, inventare il lavoro che non c’è”.  Il lavoro possibile nasce da una fantasia e da una intelligenza che si pone all’ascolto dei reali bisogni della società. Da cui una obbligata e sana apertura a bisogni e mercati non pubblici con una prospettive differenziate per “A” e “B”. Ne segue un forte ripensamento della mission per le tipo “A”, e una frontiera ricca di stimoli e possibilità per le “B” che riescano a costruire capitale umano, tecnologico e finanziario.

FAND: il lavoro dei disabili è una priorità

Priorità a lavoro e riorganizzazione territoriale. Queste le sfide per il nuovo mandato del presidente della Federazione tra le associazioni nazionali dei disabili (FAND) Giovanni Pagano rieletto all’unanimità nei giorni scorsi: “Con il lavoro ci si trova davanti a cittadini attivi non più costretti a fare pressione per l’assistenza, per un sussidio o per una pensione

Inserimento lavorativo e riorganizzazione territoriale sono questi alcuni dei temi a cui la Federazione tra le associazioni nazionali dei disabili cercherà di dare una svolta nei prossimi anni. E’ quanto promette Giovanni Pagano, già presidente della Federazione che nei giorni scorsi ha ricevuto all’unanimità la riconferma del mandato per altri quattro anni.

Tra le sfide da affrontare per il nuovo mandato al primo posto c’è l’inserimento lavorativo per le persone con disabilità. “La criticità più importante su cui dobbiamo spingere è il lavoro. In particolare dobbiamo agire sul pubblico perché vi sono parecchie realtà che hanno una scopertura che potrebbe dare respiro al settore. Riteniamo che il lavoro sia il mezzo e la via che non solo dovrebbe affrancare dalla miseria morale il disabile, ma dovrebbe non costringerlo a pressare per una assistenza, per un sussidio o per una pensione. Con il lavoro ci si trova davanti a cittadini attivi che diventeranno contribuenti e non chiederanno più l’intervento allo Stato in forma assistenziale”. Tra i grandi temi, naturalmente, anche quello della non autosufficienza. “Oggi le famiglie – ha spiegato Pagano – sopportano questo peso fortissimo ed è chiaro che anche su questo tema dobbiamo dare una spinta. Bisogna dare sostegno alle famiglie aiutandole a tenere il disabile in casa dove troveranno sicuramente una realtà più umana e non cercare in tutti i modi di affidarli agli istituti”.

La cooperazione sociale non sta più a guardare

Vita ha oggi pubblicato un’intervista al Presidente di Federsolidarietà Beppe Guerini significativamente intitolata “Servizi pubblici e società in house. La cooperazione sociale non sta più a guardare: «Pronti a scendere in campo»“.

Nell’articolo Guerini spiega il punto di vista della Federazione: “Vogliamo convincere i decisori che le convenzioni e le clausole sociali non servono ad aprire spazi di mercato, ma a ripristinare un equilibrio: la pari dignità tra principio di cittadinanza delle persone e principio di concorrenza tra le imprese. Le cooperative vivono nel mercato e di mercato, hanno bisogno della competitività, ma la concorrenza deve essere giocata fra eguali. Enfatizzare solo il principio di concorrenza a scapito dell’inclusione sociale significa decidere che la cittadinanza e l’eguaglianza sono principi sacrificabili. La Commissione Europea ha lanciato una consultazione sulla modernizzazione della politica dell’Ue in materia di appalti pubblici in vista della revisione della disciplina inerente. Abbiamo messo in evidenza problematiche e opportunità: le clausole sociali mirate all’inserimento lavorativo delle fasce deboli, la necessità di alzare le soglie comunitarie, l’importanza di contrastare il dumping sul costo del lavoro e di valorizzare solidarietà e sussidiarietà negli appalti.”

A questo proposito nella stessa pagina compare anche un intervento di Aldo Coppetti, che affronta un delicato quale la collocazione delle clausole sociali nei procedimenti di gara: esse possono non rimanere confinate nelle condizioni di esecuzione, ma “possono essere inserite anche in fase di selezione dell’offerta economicamente più vantaggiosa, a condizione che tali criteri non abbiano un’incidenza discriminatoria tra gli operatori economici, siano collegati all’oggetto dell’affidamento e sia garantita un’adeguata trasparenza, mettendo i concorrenti in condizione di conoscere preventivamente i criteri sociali e/o ambientali fin dalla pubblicazione del bando.”

Il secondo tema proposto da Guerini è legato a uno dei referendum del giugno prossimo e riguarda la riforma dell’art. 23 bis del decreto-legge 112/2008 sugli affidamenti dei servizi pubblici locali. Si parla dell’acqua, osserva Guerini, ma in realtà si propone l’abrogazione della normativa sugli affidamenti dei servizi pubblici locali e questo potrebbe modificare il processo di liberalizzazione dei servizi pubblici locali e, quindi, la possibilità di dare maggiore mobilità e spazi di inserimento in alcuni settori in cui operano le cooperative.” Quindi le proposte: affinché acqua, infrastrutture, reti di distribuzione e servizi sociali siano inquadrate entro modalità di gestione equilibrate, diverse da slogan quali “pubblico è bello” oppure “privatizzazioni e libera concorrenza”: “Vorremmo candidare le imprese sociali come formula di partecipazione democratica in grado di garantire la funzione pubblica nella gestione dei beni comuni e dei servizi pubblici locali”, afferma ancora il presidente Guerini.

Raccontiamo al mondo chi siamo

In un precedente post il blog ha trattato, attraverso un’intervista di Vita a Beppe Guerini e Claudia Fiaschi, il tema dei bilanci sociali. In questi mesi il blog ha presentato molte esperienze di inserimento lavorativo e ha rivendicato il valore sociale della cooperazione sociale e il suo contributo quantitativo e qualitativo ai processi di inclusione sociale e lavorativa del nostro Paese.

I bilanci sociali sono sicuramente uno strumento efficace per rendere evidente e trasparente questo prodotto sociale. E quindi una proposta: le cooperative che lo desiderano possono inviare al blog i propri bilanci sociali, accompagnati da una nota (non più di 4 mila caratteri spazi inclusi) che ne evidenzi gli aspetti principali; a partire dalla prossima settimana il blog inizierà a pubblicarli. Vi aspettiamo numerosi.