Marche: Cooperazione B tra fatiche e prospettive di sviluppo

Si è svolto a Loreto il 12 maggio scorso un seminario di Federsolidarietà Marche che ha dedicato una specifica attenzione ai temi dell’inserimento lavorativo e del Libro Verde. Si seguito sono sintetizzati alcuni passaggi del documento base che ha costituito il punto di avvio della discussione.

Sulla cooperazione sociale di tipo B si stanno riversando aspettative e pressioni occupazionali sempre più consistenti e difficili da sostenere. L’attuale crisi sia congiunturale che strutturale favorisce una richiesta di inclusione lavorativa anche per persone che non godono dei sussidi delle politiche passive e non riescono ad usare i tradizionali canali dei servizi per l’impiego, ma le commesse di lavoro diminuiscono. Così pure le provvidenze a sostegno degli inserimenti di persone con più marcata disabilità o ridotta autonomia.

Non sempre le amministrazioni locali riescono a comprendere e a mettere a bilancio il “doppio prodotto” effettivamente fornito dalle cooperative di tipo B, sicché il costo di tale servizio finisce per pesare sulla riduzione o sul frazionamento dei tempi occupazionali o sulla riduzione delle tutele o essere riversato di fatto sulle famiglie. Quali buone prassi è possibile mutuare dalle nostre esperienze innovative per rispondere a questa emergenza?

La Federazione marchigiana ha poi dedicato una riflessione al tema dello sviluppo della cooperazione sociale, sia con riferimento ai servizi alla persona, che all’inserimento lavorativo, di cui si colgono le potenzialità di sviluppo.

La cooperazione sociale marchigiana ha un fatturato globale prevalentemente derivante da commesse pubbliche. La riduzione delle risorse destinate al settore sociale, obbliga molte cooperative a rivedere le loro strategie di mercato.

Qualche giorno fa la Conferenza Episcopale Marchigiana ha promosso un seminario dal titolo evocativo: “Ripensare al lavoro che c’è, inventare il lavoro che non c’è”.  Il lavoro possibile nasce da una fantasia e da una intelligenza che si pone all’ascolto dei reali bisogni della società. Da cui una obbligata e sana apertura a bisogni e mercati non pubblici con una prospettive differenziate per “A” e “B”. Ne segue un forte ripensamento della mission per le tipo “A”, e una frontiera ricca di stimoli e possibilità per le “B” che riescano a costruire capitale umano, tecnologico e finanziario.

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2 risposte a “Marche: Cooperazione B tra fatiche e prospettive di sviluppo

  1. Gentile Fabrizio,
    non si è parlato del tema del fundraising. I seminari sul libro verde toccano gli aspetti polici dell’inserimento lavorativo, mentre Federsolidarietà con suporto dei livelli territoriali sta svolgendo il ciclo di seminari “Pubblici poteri e cooperazione sociale”, sugli affidamenti.

  2. Salve,
    si è parlato anche di fundraising? O è un tema ancora poco diffuso nelle Marche?

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