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Toscana: un protocollo per valorizzare l’inserimento lavorativo

Nel corso del Convegno del 20 gennaio, Federsolidarietà Toscana ha presentato un interessante esperienza di partenariato nel campo dell’inserimento lavorativo. (scarica le slide PowerPoint)

La possibilità di convenzionamento previste dalla 381/1991 erano già state oggetto di implementazione con la LR 87/1997, cui erano seguiti successivi atti per definire i criteri di selezione. Tre anni dopo la LR 22/2000, nel riordinare il Servizio Sanitario Regionale, ricordava che per “la gestione di servizi socio sanitari, assistenziali ed educativi, nonché per la fornitura di beni e servizi, le Aziende sanitarie possono avvalersi delle cooperative sociali ai sensi della legge 381/91”. L’aspetto però che merita particolare attenzione è il recente protocollo di intesa tra Regione, ASL e Centrali cooperative, maturato a partire da una riflessione sugli interventi in tema di salute mentale. Nell’ambito del protocollo, approvato con apposita DGR, sono stati realizzati un’indagine sui centri diurni per la salute mentale, un gruppo di lavoro su schema di convenzione tipo per inserimenti di casi psichiatrici, un  gruppo di lavoro sulle competenze della figura di tutor aziendale e una ricerca sull’inserimento lavorativo in cooperative B e in associazioni di familiari e utenti.


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Tra i contenuti del Protocollo, siglato nel 2010, vi sono:

  • il riconoscimento del ruolo della cooperazione sociale di tipo B quale soggetto “in grado di favorire uno sviluppo economico e sociale centrato sui valori dell’integrazione, dell’inclusione sociale e delle pari opportunità”
  • il riconoscimento delle “convenzioni” come strumento finalizzato alla creazione di opportunità di lavoro per persone svantaggiate;
  • la valorizzazione dello strumento degli affidamenti diretti e delle clausole  di esecuzione sociale;

Per il funzionamento del protocollo viene costituito un gruppo tecnico composto dai rappresentanti delle parti sottoscriventi con funzione di elaborare proposte e procedure specifiche, promuovere vigilare e monitorare l’attività in atto nonché l’entità degli affidamenti annuali di beni e servizi e l’efficacia degli interventi programmati. Le ASL e le aree vaste prevedono di affidare l’8% dell’importo delle forniture di beni e servizi attraverso convenzioni ex articolo (importi sotto soglia) o con l’adozione di clausole socialinelle gare di appalto sopra soglia. Le cooperative sociali di tipo B garantiscono progetti individuali per ogni soggetto inserito, piena collaborazione con i Servizi invianti per il monitoraggio ed una particolare attenzione per i soggetti con disagio mentale.

Questo protocollo non elimina da solo le difficoltà che in questi anni si sono fatte sempre più diffuse (maggiore ricorso al massimo ribasso, percezione di alcuni enti degli affidamenti ex articolo 5 come “poco trasparenti”, difficoltà a comprendere il ruolo della cooperazione sociale di inserimento lavorativo), ma rappresenta un evidente segnale di positiva valorizzazione delle cooperative sociali nelle politiche per l’integrazione e l’occupazione.

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