Cos’è il libro verde

Il Libro Verde contiene analisi e riflessioni sulle tematiche relative all’inserimento nel lavoro di persone con particolari difficoltà occupazionali. Il documento si propone di riflettere sul particolare strumento rappresentato dalle cooperative sociali specializzate nell’inserire al lavoro persone che, per ragioni diverse, soffrono una situazione di svantaggio nel mercato del lavoro. Si tratta del modello più peculiare e innovativo di impresa sociale che ha visto la nascita nel nostro Paese e ha successivamente conosciuto una notevole diffusione in molti altri contesti. Eppure, nonostante siano ormai passati trent’anni dalle prime esperienze pionieristiche, questo particolare fenomeno imprenditoriale non sembra essere riuscito a dispiegare pienamente le sue notevoli potenzialità. Una delle cause di questa situazione è la scarsa strutturazione e implementazione di politiche e strategie di sviluppo mirate. Ed è proprio su questo fronte che intende collocarsi questo contributo: scrivere una nuova “agenda” politico-strategica a supporto dello sviluppo delle imprese di inserimento lavorativo, per sostenere le sfide che i cambiamenti nei rapporti sociali ed economici porranno loro nel prossimo futuro. Il documento nella veste di “libro verde” è aperto alla discussione pubblica per un periodo di sei mesi da parte dei cooperatori sociali e di tutti quegli attori pubblici e privati che giocano un ruolo per l’affermazione di questo modello d’impresa. Al termine di questa fase di consultazione, sarà pubblicato un “libro bianco” per assegnare nuova rilevanza a quegli elementi di valore che contraddistinguono l’inclusione sociale attraverso il lavoro.

Una risposta a “Cos’è il libro verde

  1. sono presidente di un consorzio di cooperative sociale di titpo B , le riflessioni che ci accompagnano sono le seguenti:
    Per le persone:
    ——————-
    o Rimodernare la legge 381, renderla piu vicina alla vulnerabilità sociale introducendo un criterio di temporaneità dello svantaggio

    o Ripensare ai laboratori protetti per dare senso al quotidiano e fare uscire di casa le troppe persone non produttive che non possono confrontarsi con il mercato neanche con l’ausilio della cooperazione di titpo

    o Investire sulla ricollocazione e la formazione permanente con incentivi significativi per non fare invecchiare il personale rendendolo inabile al cambiamento

    o Mettere in atto percorsi integrati d’inclusione sociale che tengano assieme i tre livelli : lavoro; formazione e accompagnamento sociale, troppo spesso questi 3 mondi sono scissi e non si parlano

    Per le imprese:
    ——————-
    o Mettere mani alla logica delle gare d’appalto evitando la logica esclusiva del ribasso .Pagamenti ritardati degli enti pubblici . Costi eccesivi di burocrazia…

    o Sul modello europeo delle SSIG ,pensare a mercati riservati per i non produttivi, aumentare l’ammontare del de minimis

    o Ridurre i costi del lavoro per permettere l’esecuzione di lavori di manovalanza che nessuno fa più ( alcuni tipi di pulizie , riordino , manutenzioni aree verdi, sotto bosco , sponde dei fiumi , muri a secco , sentieri , ecc ) o fatti in nero .

    Per i territori :
    ——————
    o Fare cultura per rendere i territori più inclusivi, dialogando e rendendo più visibile e appetibile il nostro lavoro

    o Avere una referenza politica per il terzo settore. Spesso siamo confusi con il pubblico, ciò che non siamo.

    o Valorizzare il lavoro e in particolare la bassa qualifica

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