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40% in giro per l’Italia

Già si è parlato in questo blog di 40%, il film prodotto dalla Cooperativa Arcobaleno di Torino che racconta storie quotidiane di inserimento lavorativo.

In questi giorni 40% è in giro per l’Italia

  • 25 maggio a Fossano, ore 21.00 – Cinema i Portici – Via Roma 74
  • 27-28-29 maggio a Genova, ore 20.30 – Cinema Eden – Via Pavia 4, Genova Pegli
  • 31 maggio 1e 2 giugno a Ciampino (Roma) ore 20.30 – Cinema Il Piccolissimo – Via L. Ariosto, 2 Ciampino
  • 8 giugno a Rimini ore 20.30 – Cinema Tiberio – Chiostro Chiesa San Giuliano Martire, Via San Giuliano16.

Il film si avvale a parte alcune eccezioni come Luciana Littizzetto, di attori esordienti e degli stessi lavoratori della cooperativa. Si tratta di una commedia neo realista dai risvolti ironicamente noir, che ha ottenuto dalla Commisione di Revisione Cinematografica presso la Direzione Cinema del Ministero dei Beni e Attività Cuturali il riconoscimento della qualifica di “film per ragazzi” per i suoi messaggi positivi ed educativi. Un ottimo strumento per valorizzare il lavoro di chi, come le cooperative sociali, si preoccupa di produrre beni comuni.

Visitate il sito per seguire le date di programmazione in sala.

 

Prato, 1 giugno, convegno regionale sull’inserimento lavorativo

Prosegue il lavoro di tutela e promozione della cooperazione di inserimento lavorativo da parte di Federsolidarietà Toscana; dopo:

  • la firma del “Protocollo di intesa” tra Regione Toscana (sistema delle ASL e degli ESTAV) e Centrali Cooperative per promuovere i rapporti tra le istituzioni pubbliche e la cooperazione sociale per l’inserimento lavorativo delle persone svantaggiate del marzo 2010,
  • l’attività svolta dalla Federazione per la diffusione dell’applicazione delle “clausole sociali” negli appalti pubblici, anche in relazione con i seminari nazionali: “Pubblici poteri e cooperazione sociale. Servizi pubblici locali e governance delle politiche” tenutosi a Roma il 20 gennaio scorso e “Pubblici poteri e cooperazione sociale. Servizi Pubblici Locali: sfide del mercato e opportunità per il sistema cooperativo” tenutosi a Soave (VR) il 18 aprile u.s.,
  • il grande evento “LATO B della cooperazione” (c.d. “SI PUO’ FARE 2”) svoltosi al Saschall di Firenze il 4 marzo scorso,

ecco il seminario di livello nazionale:

L’IMPRESA DI COMUNITÀ E L’INSERIMENTO LAVORATIVO
La funzione sociale della cooperazione.
mercoledì, 1° Giugno 2011 – ore 9.00
Sala Ovale – Provincia di Prato, via Ricasoli n. 17 – Prato

L’evento nasce in collegamento con gli orientamenti della Commissione regionale della Federazione sull’inserimento lavorativo che ha auspicato iniziative di sensibilizzazione sul tema e con l’invito di Federsolidarietà nazionale di promuovere la diffusione ed il confronto sui contenuti del LIBRO VERDE sull’inserimento lavorativo.

Il convegno intende promuovere e valorizzare l’operato della cooperazione sociale di tipo B, quella particolare forma di impresa che cerca di stare sul mercato conciliando l’aspetto “sociale” con quello “imprenditoriale”, afferma il Presidente di Federsolidarietà Toscana, Paolo Maroso.

Mi sembra opportuno anche sottolineare – continua Maroso – come la realizzazione dell’evento sia stata possibile grazie alla collaborazione con l’Unione Interprovinciale Firenze – Prato, il contributo della Camera di Commercio di Prato ed il lavoro del Consorzio Astir di Prato che ha messo a disposizione il proprio bagaglio di significatività territoriale per accedere ai fondi disponibili e metterli poi a disposizione delle strategie della Federazione. Ritengo che sia una prassi replicabile con questo od altri format e contenuti e che possa, quindi, essere solo il primo esempio di una sinergia a più livelli significativa di per sé ed estremamente utile in un momento in cui politica e mercato rappresentano per la cooperazione sociale fonti di grossi interrogativi dopo più di venti anni di collaborazione.

Il convegno, dopo i saluti dei referenti locali della cooperazione, autorità civili e religiose, si svilupperà a partire da tre relazioni di livello nazionale a cura di:

  • Giuseppe Guerini, Presidente nazionale di Federsolidarietà, sul profilo normativo attuale in relazione all’inserimento lavorativo e sul libro verde;
  • Gino Mazzoli, psicosociologo, che si occupa da oltre 20 anni di ricerca, formazione e consulenza verso servizi di welfare dedicandosi, in modo particolare, alla costruzione di network territoriali con cittadini, terzo settore e istituzioni, in particolare per affrontare i nuovi disagi, per lo più invisibili, da cui sono attraversati strati sempre più diffusi di popolazione e famiglie;
  • Ruggero Villani di A.I.C.C.O.N (Associazione Italiana per la promozione della Cultura della Cooperazione e del Non-profit) sul valore aggiunto rappresentato dall’inserimento lavorativo, seguendo così un percorso ideale che parte dall’esperienza del FARE, con le sue difficoltà e opportunità, prosegue considerando l’attualità dei BISOGNI, cui il nostro fare contribuisce a rispondere, e si conclude con una sorta di certificazione dell’UTILITA’ dell’esperienza cooperativa in questo campo.

La seconda parte della mattinata vedrà protagonisti i rappresentanti delle Istituzioni regionali e locali (tra cui l’Assessore regionale all’Ambiente ed energia, Anna Rita Bramerini) che saranno coinvolti in una vera e propria intervista sulla condivisione dei temi tracciati dalle relazioni, sulla volontà di sostegno rispetto alle politiche di welfare e, in particolare, sul ruolo che la cooperazione sociale ritengono utile che possa svolgere oggi.

Le interviste, peraltro, saranno introdotte da alcuni brevi filmati utilizzati per l’evento dello scorso 4 marzo al Saschall di Firenze, a significare un’ideale continuità con quell’evento.

Per scaricare il programma del convegno cliccare qui.

Marche: Cooperazione B tra fatiche e prospettive di sviluppo

Si è svolto a Loreto il 12 maggio scorso un seminario di Federsolidarietà Marche che ha dedicato una specifica attenzione ai temi dell’inserimento lavorativo e del Libro Verde. Si seguito sono sintetizzati alcuni passaggi del documento base che ha costituito il punto di avvio della discussione.

Sulla cooperazione sociale di tipo B si stanno riversando aspettative e pressioni occupazionali sempre più consistenti e difficili da sostenere. L’attuale crisi sia congiunturale che strutturale favorisce una richiesta di inclusione lavorativa anche per persone che non godono dei sussidi delle politiche passive e non riescono ad usare i tradizionali canali dei servizi per l’impiego, ma le commesse di lavoro diminuiscono. Così pure le provvidenze a sostegno degli inserimenti di persone con più marcata disabilità o ridotta autonomia.

Non sempre le amministrazioni locali riescono a comprendere e a mettere a bilancio il “doppio prodotto” effettivamente fornito dalle cooperative di tipo B, sicché il costo di tale servizio finisce per pesare sulla riduzione o sul frazionamento dei tempi occupazionali o sulla riduzione delle tutele o essere riversato di fatto sulle famiglie. Quali buone prassi è possibile mutuare dalle nostre esperienze innovative per rispondere a questa emergenza?

La Federazione marchigiana ha poi dedicato una riflessione al tema dello sviluppo della cooperazione sociale, sia con riferimento ai servizi alla persona, che all’inserimento lavorativo, di cui si colgono le potenzialità di sviluppo.

La cooperazione sociale marchigiana ha un fatturato globale prevalentemente derivante da commesse pubbliche. La riduzione delle risorse destinate al settore sociale, obbliga molte cooperative a rivedere le loro strategie di mercato.

Qualche giorno fa la Conferenza Episcopale Marchigiana ha promosso un seminario dal titolo evocativo: “Ripensare al lavoro che c’è, inventare il lavoro che non c’è”.  Il lavoro possibile nasce da una fantasia e da una intelligenza che si pone all’ascolto dei reali bisogni della società. Da cui una obbligata e sana apertura a bisogni e mercati non pubblici con una prospettive differenziate per “A” e “B”. Ne segue un forte ripensamento della mission per le tipo “A”, e una frontiera ricca di stimoli e possibilità per le “B” che riescano a costruire capitale umano, tecnologico e finanziario.

Veneto, cooperativa Primavera: l’innovazione è imparare dalle buone prassi, realizzarle e diffonderle

Tra gli interventi raccolti nel corso del seminario di Federsolidarietà Veneto vi è anche quello di Paolo Tosato della cooperativa Primavera, che è sotto riportato in sintesi.

Cercare di offrire nuovi spunti e nuove idee per le cooperative sociali di tipo B rischia di essere semplicemente un esercizio mentale che facciamo credendoci degli innovatori mentre per lo più siamo cooperatori che hanno percorso delle strade, in gran parte già percorse da altri, imparando dagli errori altrui e valorizzando invece le felici intuizioni. Non ho difficoltà ad ammettere che gli strumenti che ci hanno permesso, pur in periodi di crisi, di aumentare le attività e di far partire nuovi settori, state mutuate da altre realtà; senza mezzi termini direi che abbiamo copiato la progettualità del Consorzio InConcerto, e lo spirito d’impresa nel settore edile di alcune cooperative bresciane che ci hanno offerto la loro esperienza. Non credo conseguentemente che trovare nuove strade sia il nostro fine, credo che l’innovazione fine  a se stessa risulta essere una perdita di tempo, credo che la prima innovazione sia riscoprire il nostro essere cooperative sociali. Per questo veniamo preferiti ad altre forme d’impresa per questo ci distinguiamo e questo è il nostro valore aggiunto.

Questo non significa sottovalutare gli aspetti tecnici del nostro lavoro. Crescere in termini di competenze e di imprenditorialità sono passaggi fondamentali e dirimenti rispetto al futuro delle nostre realtà, ma sono sforzi inutili se non mettiamo preliminarmente in chiaro che la cooperazione sociale fa bene il proprio lavoro mantenendo l’obbiettivo sulla promozione della persona e sul sostegno alle fasce deboli. Questo significa fare quello che gli altri non fanno, prima di tutto perché siamo quello che gli altri non sono.

Sicuramente dobbiamo puntare all’eccellenza, e per questo dobbiamo in spirito cooperativo addestrarci tutti a valorizzare, senza rivalità ed invidie, all’interno del nostro mondo le esperienze migliori e porle a sistema, imparare da queste perché alzino la qualità del nostro essere imprese. Come in una gara ciclistica la fuga di alcuni alza la velocità media del gruppo, così nel sistema della cooperazione sociale le punte di eccellenza devono essere da stimolo per tutti per  crescere e per affrontare un mercato che ha posto come valore fondamentale per il proprio esistere la libera competizione fra tutti gli attori economici. E per competere dobbiamo fare bene il nostro lavoro ma farlo in modo diverso, portando un valore aggiunto che altri non possono portare.

Non ho difficoltà ad affermare che in un momento di crisi occupazionale le cooperative sociali, A e B indistintamente, non si possono chiamare fuori. L’occupazione, il lavoro ed il reddito, nella nostra società, sono fondamenti indispensabili per il benessere della persona. Credo che siamo chiamati  ad intervenire la dove c’è un bisogno reale e dove la nostra sussidiarietà può davvero fare la differenza. Creare posti di lavoro stabili in un momento in cui le altre forme d’impresa perdono occupazione ci dà finalmente la possibilità di distinguere e di affermare una volta ancora, e credo con maggiore forza, che la cooperazione sociale è una forma d’impresa che può davvero cambiare in meglio la società. Ed è questo che dobbiamo mettere in mano ai nostri rappresentanti di Federsolidarietà perché venga messo a valore nelle sedi opportune e ci consenta di trarre vantaggi per tutto il sistema. …

Purtroppo, e dispiace dirlo, talvolta il limite delle cooperative è quello di saper cooperare. Le difficoltà nel mettere insieme realtà diverse sono enormi e a volte non basta nemmeno la necessità ad indurre i cooperatori a trovare le strade per superare le difficoltà. Probabilmente su questo aspetto è necessario un impegno particolare dell’associazione di rappresentanza, impegno volto a far comprendere innanzitutto come il novanta per cento delle nostre realtà da solo non ha le dimensioni per competere nel prossimo decennio in un mercato che continua ad alzare la soglia minima di sopravvivenza ed in secondo luogo a formare cooperatori prima che manager, persone interessate al benessere della persona prima che buoni contabili, perché le capacità tecniche, seppur indispensabili, si possono imparare, le capacità umane e l’essere cooperatori invece è un modo di essere e per questo va formato.

18 aprile, Verona, seminario su cooperazione sociale e servizi pubblici locali

il 18 aprile a Soave (VR) nella Cantina Sociale in Borgo Rocca Sveva, si terrà il seminario specialistico dal titolo “Pubblici poteri e cooperazione sociale. Servizi pubblici locali: sfide del mercato e opportunità per il sistema cooperativo”. Questo è il primo dei seminari territoriali di approfondimento delle tematiche sviluppate a Roma il 20 gennaio scorso. Le relazioni della mattina analizzeranno la disciplina dei servizi pubblici locali, le modalità degli affidamenti e gli strumenti per l’inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati. Successivamente, si approfondiranno alcune forme di aggregazione delle cooperative sociali: i consorzi e il contratto di rete. I lavori proseguiranno nel pomeriggio con un approfondimento dedicato alle riforme relative alle società in house e miste, anche rispetto alle cessioni di quote di partecipazione di aziende pubbliche. Infine, saranno approfondite le esperienze territoriali nei rapporti con la pubblicaamministrazione e le buone prassi di sussidiarietà.

Vai alla scheda di iscrizione

Programma

Pubblici poteri e cooperazione sociale
Servizi pubblici locali: sfide del mercato e opportunità per il sistema cooperativo
Cantina di Soave in BorgoRocca Sveva (VR),Via Cavergnino n. 7
18 aprile 2011

Ore 9.30 – Registrazione dei partecipanti

Ore  10.00 –Saluti  – Bruno Nestori (Presidente Confcooperative Veneto)
Introduzione lavori – Ugo Campagnaro (Presidente Federsolidarietà Veneto)
Presentazione del seminario – Giuseppe Guerini (Presidente Federsolidarietà Nazionale)

Ore 10.30
I contratti pubblici e le cooperative di inserimento lavorativo –
Pietro Moro (Unicaf)
I servizi pubblici locali: inquadramento istituzionale – Luciano Gallo (Mariani, Menaldi & Associati)
Affidamento di servizi pubblici locali e inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati – Aldo Coppetti (Studio Coppetti)
Le integrazioni imprenditoriali per la partecipazione agli affidamenti: i consorzi – Pietro Moro (Unicaf)
Il contratto di rete: aspetti innovativi e disciplina fiscale – Ermanno Belli (Servizio Legislativo e Legale Confcooperative)

Ore 13.30 – Pausa pranzo

Ore 14.30
Società in house e società miste nel quadro delle riforme –
Luciano Gallo (Mariani, Menaldi & Associati)
Gli affidamenti di servizi nella Regione Veneto – Vittorio Miniero (Studio Miniero)

Ore 16.30 – Dibattito

Ore 17.30 – Conclusione dei lavori

 

Il lato B a Firenze: come raccontare la cooperazione sociale

L’evento  “Uno sconosciuto lato B  – lavoro e solidarietà –  della cooperazione sociale” – promosso dalle cooperative sociali di inserimento lavorativo che aderiscono a Confcooperative Firenze-Prato e dalle associazioni di rappresentanza Confcooperative-Federsolidarietà Toscana e Legacoopsociali,  –  è stato l’occasione per “raccontare” la cooperazione di inserimento lavorativo con forme nuove e diverse di comunicazione. E che questa realtà sia importante, oltre che radicata, lo dicono i numeri: sono 32 le cooperative di tipo B aderenti a Confcooperative e Legacoop attive a Firenze e provincia, per 26 milioni di fatturato e oltre 1000 occupati; in Toscana, invece, le cooperative di inserimento lavorativo sono 183, fatturano 145 milioni di euro all’anno e danno lavoro a oltre 6 mila persone.

In un Teatro gremito di cooperatori, di amministratori locali ma anche e soprattutto di persone comuni si è parlato di Amleto, di come il lavoro sia un diritto per tutti e del decreto che a livello regionale mette in moto il Protocollo di intesa tra Regione, ASL/ESTAV e Centrali cooperative, approvato con apposita DGR nel marzo 2010, che prevede che ASL ed ESTAV affidino l’8% dell’importo delle forniture di beni e servizi attraverso convenzioni ex art. 5 – L. 381/’91 (per importi sotto soglia comunitaria) o con l’adozione di “clausole sociali” nelle gare di appalto sopra soglia.

Al dare il via alla giornata sono stati gli applauditissimi attori della Compagnia “Isole comprese” Teatro con la “Conferenza su Amleto”, uno spettacolo di teatro sociale e della differenza in cui l’arte e la poesia hanno dato voce all’umano tormento interiore che il personaggio di Amleto rappresenta: un pretesto per ricercare la propria identità smarrita e interrogarsi sulla vita reale. Lo spettacolo su Amleto si è dispiegato sul palco in infiniti personaggi: ognuno col suo nodo, ognuno col suo dubbio e la sua sospensione tipica tra l’agire e il non agire. I ragazzi di Isole Comprese, dopo aver mietuto applausi, si sono congedati sfilando tra il pubblico ma qualcosa è rimasto e se parliamo di cooperazione sociale, di dar lavoro a persone in difficoltà, il nodo diventa un altro e si tratta di un interrogativo al tempo stesso più ampio e più preciso: la comunità è ancora teatro di integrazione socio-lavorativa?

A questa domanda ha cercato di far rispondere Paolino Ruffini, arbitro d’eccezione del matching, una tavola rotonda sui generis in cui l’attore comico livornese, nei panni di un “cooperatore sociale in prova”, ha moderato, con la verve comica che lo contraddistingue, il dibattito e posto domande sulla cooperazione sociale, sul lavoro e l’inserimento lavorativo, sui diritti dei lavoratori a numerosi rappresentanti politici del territorio. L’Assessore Scaramuccia ha annunciato pubblicamente la firma del decreto che dà il via libera al Protocollo di intesa tra Regione, ASL/ESTAV e Centrali cooperative con l’insediamento del gruppo tecnico, delegato ad elaborare proposte e procedure specifiche, a promuovere, vigilare e monitorare l’attività in atto, l’entità degli affidamenti annuali di beni e servizi e l’efficacia degli interventi programmati.

La giornata è stata costellata da alcuni momenti musicali curati dal gruppo Grown Up e dalle testimonianze di amici del mondo dello spettacolo che hanno voluto omaggiare quest’evento con saluti e riflessioni: fra gli ospiti gradita è stata la presenza di Sergio Staino, autore della bellissima vignetta sul lato B, che ha presentato una sua “striscia” con il commento al pianoforte di Leonardo Brizzi. A corollario dell’iniziativa “la COOPERAZIONE nell’ANGOLO”: galleria fotografica ed esposizione dei prodotti delle cooperative sociali a dimostrazione che queste imprese sono connotate da un fermento creativo ed innovativo che le spinge a cercare nuovi ambiti merceologici di sviluppo.

Ora tocca alla Liguria

Il 14 marzo 2011, dalle ore 14,30 alle ore 18,00 a Genova nella Sala del Bergamasco – Camera di Commercio di Genova in Via Garibaldi, 4 si tiene la Tavola Rotonda “Il ruolo della  cooperazione sociale di inserimento lavorativo nelle politiche attive del lavoro”.

I lavori aperti da Lorenzo Tassi (Presidente Federsolidarietà – Confcooperative Liguria) e della relazioni di Giuseppe Guerini (Presidente Nazionale Federsolidarietà – Confcooperative) e Gianfranco Marocchi (Coordinatore Gruppo Inserimento Lavorativo Federsolidarietà) proseguiranno con una tavola rotonda per il confronto con i rappresentanti delle istituzioni.

Partecipano al confronto sul ruolo della cooperazione sociale di inserimento lavorativo nelle politiche attive del lavoro Sergio Rossetti (Assessore Istruzione, Formazione e Università – Regione Liguria), Enrico Vesco (Assessore Politiche Attive del Lavoro e dell’Occupazione- Regione Liguria), Alessandro Repetto (Presidente Provincia di Genova), Omero Belloni (Assessore Sussidiarietà ed Economia Sociale e Civile – Comune di La Spezia) e Mario Margini (Assessore Politiche del Lavoro – Comune di Genova).

Nel corso dei lavori saranno presentate le buone prassi a cura del Consorzi territoriali del sistema Federsolidarietà – Confcooperative in Liguria (Il Cammino, Consorzio Primo, Consorzio Progetto Liguria Lavoro, Consorzio Solco, Consorzio Roberto Tassano) e Anna Manca – Direttore Centro Sviluppo Economia Sociale presenterà il progetto “Uno sportello di consulenza per gli Enti Locali”.

Anche la Sardegna punta sulle clausole sociali

Si è tenuto ieri l’incontro di Federsolidarietà Sardegna “Lavoro, mercato e impresa: quali prospettive nel futuro dell’impresa sociale?”.

Il presidente di Federsolidarietà Sardegna, Francesco Sanna, ha ricordato cometa cooperazione sociale si caratterizzi per il suo elemento di democrazia partecipata e Gilberto Marras ha auspicato un ritorno ad una nuova dimensione etica dell’economia.

Sono stati richiesti alcuni impegni alla regione, primo tra tutti quello di determinare, sulla scia di quanto fatto da altre regioni italiane, una quota di beni e servizi – l’ipotesi avanzata è quella del 5% – da affidare con gli strumenti della legge 381/1991 attraverso convenzioni con cooperative sociali. Il riscontro da parte delle istituzioni è stato positivo “dopo avere lavorato unitariamente in questi mesi con le centrali cooperative siamo quasi alla conclusione: puntiamo a portare entro aprile un nuovo disegno di legge in Consiglio”, ha dichiarato l’assessore al lavoro Franco Manca.

Nei prossimi giorni altri elementi e riflessioni a partire dall’incontro di Cagliari.

Le federazioni discutono

Avevano iniziato la Puglia il 20 gennaio scorso, seguita dall’Emilia Romagna (7 febbraio) e dalla Lombardia (10 febbraio).

Ad oggi hanno calendarizzato le proprie discussioni:

  • 7 marzo: seminario di Federsolidarietà Sardegna
  • 14 marzo: seminario di Federsolidarietà Liguria
  • 15 marzo: seminario di Federsolidarietà Veneto

A questi eventi si aggiungono:

4 marzo, Firenze, il lato B per cui vale la pena lottare

Il 4 marzo a Firenze, dalle 16.30 fino a notte, è previsto un un evento di grande richiamo, frutto del lavoro unitario di Federsolidarietà e Legacoop. La cooperazione B sarà al centro di discussioni con i rappresentanti delle istituzioni, performance teatrali sul tema, musica dal vivo. Non poteva mancare il buffet con i prodotti delle cooperative. Qui il programma con gli ospiti.