Archivi tag: Organizzazione

Le alleanze, le reti, i rapporti

Siamo oggi giunti alla presentazione dell’ultimo dei sei temi su cui si articolerà la nostra discussione: le alleanze, le reti, i rapporti. Dimmi con chi parli e ti dirò chi sei. Con chi parlano le cooperative che si occupano dell’inserimento lavorativo di persone svantaggiate? Con ASL e servizi sociali o con i Centri per l’impiego? Con sindacati o con imprenditori? Con istituzioni pubbliche o con organizzazioni private e di terzo settore? A chi danno più facilmente del tu, di chi hanno il cellulare memorizzato sulla rubrica? Dell’assessore ai servizi sociali del comune o dell’assessore al lavoro della provincia? Di un sindacalista o di un rappresentante delle piccole e medie imprese del territorio?

Nessuna di queste diadi costituisce una alternativa (o l’uno, o l’altro), tantomeno connotata in termini di valore (rapporto “giusto” Vs. rapporto “sbagliato”), ma ragionare su cosa di fatto avviene ci aiuta a capire dove siamo collocati e ci permette di ragionare sulle alleanze e i rapporti da coltivare in relazione alle strategie per il futuro. Probabilmente è il caso di riflettere su una cooperazione sociale che anche quando lavora per l’inserimento lavorativo in molti contesti territoriali appare comunque sbilanciata verso l’area sociale e non integrata appieno nell’area occupazione – lavoro – impresa.

Accanto alle relazioni con gli stakeholder, dovremo interrogarci su i rapporti interni ai nostri sistemi: su quale sia in altre parole una relazione virtuosa tra cooperative di tipo B, cooperative di tipo A, reti consortili per realizzare al meglio l’inserimento lavorativo, alla ricerca di buone prassi e idee innovative.

In chiusura, piccolo un estratto del commento di Valerio di ieri: “… dovremmo renderci conto il nostro vantaggio competitivo nell’inserire i lavoratori che gli altri escludono non è frutto di bravura casuale o di iperprotezionismo normativo nè fiscale. Siamo più efficaci degli altri perchè portatori di un modello di gestione delle risorse umane che andrebbe brevettato. Noi non facciamo progetti di tecnica riabilitativa sulle singole persone (come altri metodi di inserimento lavorativo), noi assumiano la soggettività particolare del lavoratore escluso dal mercato come una variabile indipendente da cui partire per ricercare gli adattamenti tecnico organizzativi che permettano di continuare a garantire la sostenibilità produttiva

 

Annunci

Inserimento lavorativo, mercato, impresa

Veniamo oggi al quinto dei sei temi proposti come guida della discussione: inserimento lavorativo, mercato, impresa costituiscono un insieme inscindibile, punto di forza che caratterizza la nostra esperienza, ma al tempo stesso luogo di possibili criticità, soprattutto quando il mercato diventa più selettivo.

Ma prima vogliamo segnalarvi che anche oggi è giunto un commento di qualità, da parte di Giovanni Toscano, che si sofferma sul rapporto tra funzione sociale dell’inserimento lavorativo e le politiche pubbliche.

Ritorniamo al tema di oggi. Nella storia della cooperazione sociale ci sono esempi di cooperative che sono riuscite ad affermarsi sul mercato aperto, a concorrere con successo pur avvalendosi del lavoratori che le altre imprese rifiutano. Qual è la formula grazie a cui questo avviene? In che modo queste esperienze sono riproducibili? In quali mercati la cooperazione di inserimento lavorativo può svilupparsi e con quali politiche proprie e delle istituzioni?

Questi successi candidano la cooperazione sociale come soggetto da coinvolgere anche nelle politiche di sviluppo locale (oltre che di integrazione), vista la capacità di creare impresa in condizioni di partenza generalmente ritenute sfavorevoli. Al tempo stesso si avvertono però segnali di fatica, sia da parte di cooperative che lavorano su mercati più esposti alla concorrenza internazionale sia di altre che, su mercati pubblici e privati, hanno avvertito in modo critico la ricerca esasperata di risparmio da parte dei clienti. Diventa in questi casi difficile mantenere l’equilibrio economico e talvolta vi è il rischio che manchino risorse ed energie per adempiere alla propria funzione sociale, che nel risenta la qualità dei percorsi di inserimento lavorativo.

E infine, anche se approfondiremo questo tema in altre occasioni: se le cooperative B sono imprese che operano sul mercato, che rapporti instaurano con il resto del sistema imprenditoriale? E con le cooperative non sociali che spesso operano sui medesimi mercati?