Consorzio In Concerto: integrazione e flessibilità per l’inserimento lavorativo

Il seminario di Federsolidarietà Veneto ha offerto la possibilità di conoscere numerose esperienze imprenditoriali eccellenti; oggi il blog si dedica al  consorzio In Concerto, riproducendo di seguito una sintesi della relazione presentata durante il seminario.

Il Consorzio In Concerto nasce nel 2002, ed è il completamento di un percorso sociale virtuoso, acceso dalla cooperativa socio assistenziale L’Incontro nel 1991, fondata nello stesso anno e di cui, quest’anno, si festeggia il ventennale. La cooperativa L’Incontro, dopo le prime esperienze di educazione e riabilitazione delle persone con disabilità psichiatrica attraverso attività lavorative, capisce l’indispensabile necessità per queste persone di avere accesso, dopo la prima fase di permanenza nei COD (Centri Occupazionali Diurni), al mercato del lavoro. Per questo la cooperativa stessa dà vita ad alcune cooperative di inserimento lavorativo, aggregandole poi, attraverso lo strumento consortile.

Tra gli aspetti più rilevanti dell’attività consortile, va evidenziato come In Concerto agisca  da  “referente  e  garante  contrattuale”  nei  confronti  dei  principali  clienti pubblici e privati, assicurando così agli associati il vantaggio competitivo delle offerte in “Global Service” che  si  configura  più  sovente  nell’offerta di  servizi  di  assistenza  alla persona, congiuntamente a servizi di lavanderia, pulizie, catering e trasporti, cura del verde  e  manutenzioni,  i  quali  a  loro  volta  sono  forniti  da  cooperative  sociali  che accolgono  soci-lavoratori  svantaggiati (a questo proposito In Concerto parla di  “Social Global Service”).

In Concerto ha quindi una struttura fortemente integrata, ma anche fortemente flessibile, che facilita i processi di acquisizione di risorse finanziarie necessarie allo sviluppo, oltre che le economie di scala con i servizi trasversali. Ciò ha rappresentato un chiaro vantaggio nell’affrontare le criticità della crisi industriale, laddove  la diversificazione produttiva ha premiato le cooperative dei servizi che hanno continuato a crescere, mentre tutte le cooperative dell’area industriale hanno scelto, come era giusto ed ovvio, di non ridurre il personale, ma la loro altrettanto ovvia perdita è stata coperta dalla solidarietà di rete. Oltre a ciò diversi posti di lavoro sono stati garantiti dalla mobilità interna temporanea tra le cooperative, gestita attraverso un protocollo concordato con il Sindacato e la cui progettazione è stata condivisa con Veneto Lavoro.

Un ambiente produttivo così variegato  presenta molteplici opportunità per gli inserimenti lavorativi di persone svantaggiate, sia dall’esterno che dall’interno (dai COD). Molto spesso, inoltre, il Consorzio gestisce direttamente, quale soggetto promotore, tirocini appositamente calibrati alla tipologia di disagio e/o di svantaggio.

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