Le cooperative B sono poco visibili?

Si pubblica di seguito un contributo tratto dalla IV edizione dell’Osservatorio ISNet sulle imprese sociali. Secondo i dati ISNet, emerge una situazione paradossale. Da una parte, anche le imprese for profit cercano oggi un ruolo da protagoniste dei temi legati alla sostenibilità e all’impegno sociale, sempre più rilevanti per un pubblico di consumatori non più interessato solo ai requisiti funzionali dei prodotti e servizi. Dall’altra le cooperative sociale di tipo B, che costituiscono un modello di eccellenza in questo campo, spesso mancano di visibilità e di un corretto posizionamento di immagine, lasciando così alle imprese for profit campo libero nel presidio di una comunicazione di supporto agli acquisti di utilità sociale.
Il dato della IV° edizione dell’Osservatorio Isnet sulle imprese sociali che fotografa i livelli di dinamicità relazionale su un Panel rappresentativo di cooperative sociali, non lascia dubbi in merito.Tra i vari stakeholders, la relazione con i media è quella che presenta per le imprese sociali gli indici più bassi:

Oltre la metà delle cooperative sociali non ha alcun contatto con i media, e i livelli di soddisfazione si attestano su valori bassi ed in costante diminuzione. Se le cooperative sociali, nella maggior parte dei casi, sono poco propense ad utilizzare strumenti di marketing per ottenere visibilità, è anche vero che i media, almeno quelli generalisti, continuano a dare poco spazio a questa particolare forma di impresa e quando lo fanno spesso prevale un’ottica parziale che ne enfatizza la dimensione “caritatevole”.

Inoltre, non sono rari i casi di cooperative che sottovalutano la portata sociale del proprio operato, quasi tenendo la propria mission sottotraccia, con l’obiettivo di farsi valutare in modo prioritario a partire dalla qualità dei propri prodotti e servizi, alla stregua delle imprese profit. A fronte di un consumatore sempre più in cerca di esperienze, oltre che di prodotti e servizi, le cooperative sociali potrebbero invece godere di un vantaggio competitivo legato alla propria identità.

Naturalmente non mancano, nell’indagine ISNet, le iniziative di rottura e di cambiamento di prospettiva, rappresentate dalle molte cooperative sociali che negli ultimi anni hanno compreso l’utilità di “uscire allo scoperto”, senza toni retorici, ma con l’obiettivo di evidenziare la compresenza al loro interno della dimensione economica, sociale e partecipativa.

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