Emilia Romagna, le cooperative che resistono alla crisi

I lavori del seminario sul libro verde di Bologna del 7/2 sono stati aperti dal presidente di Federsolidarietà Emilia Romagna Gaetano De Vinco, che nella sua relazione, di seguito sintetizzata, ha evidenziato i dati principali della cooperazione emiliano romagnola.

La cooperazione sociale emiliano romagnola ha reagito  alla pesante crisi economica di questi ultimi anni: ha continuato a crescere aumentando ulteriormente la propria presenza sul territorio. Nel periodo 2007/2010 a livello aggregato il valore della produzione sviluppato in regione dalle cooperative sociali di Confcooperative è aumentato costantemente con una crescita a due cifre (+12,5%) tra il 2007 ed il 2008 (da 510 a 575 milioni di euro), del 5,6% tra il 2008 e il 2009 (607 milioni) e del 7% nel 2010, quando il volume d’affari ha raggiunto i 650 milioni.

In progressivo aumento anche gli occupati, passati dai 14.600 del 2007 (di cui 10.750 soci lavoratori) ai 17.950 del 2010 (di cui 12.950 soci lavoratori). I soci totali sono saliti da 23.500 a quasi 26.000 unità. Trend in aumento, infine, anche per le cooperative sociali aderenti a Federsolidarietà/Confcooperative Emilia Romagna, passate, nel quadriennio 2007/2010, da 386 a 411 con un aumento pari a circa il 6,5%. Di queste, 149 sono cooperative di tipo B, vale a dire specializzate nell’inserimento lavorativo di persone svantaggiate, che nel 2010 hanno raggiunto le 1.486 unità (+12,7% sul 2009). Da segnalare inoltre il dato decisamente positivo riguardante gli ammortizzatori sociali: nel biennio 2009/2010, il periodo in cui la crisi economica si è fatta sentire più pesantemente, anche in Emilia Romagna, all’interno della Federsolidarietà regionale la cassa integrazione ha interessato complessivamente soltanto 9 cooperative per un totale di 110 lavoratori.

Con ciò non vengono nascosti gli elementi di difficoltà: la progressiva diminuzione delle risorse pubbliche, il costante allungamento dei tempi di pagamento da parte della Pubblica Amministrazione, la sempre più onerosa gestione delle procedure, la contrazione dei margini operativi lordi. Tutti questi fattori rappresentano un rischio per la sopravvivenza di centinaia di imprese sociali con particolare riguardo alle cooperative specializzate nell’inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati, che  devono fare i conti inoltre con la tendenza delle industrie a reinternalizzare i servizi a causa della crisi e con la propensione delle società multiservizi a concedere lavoro alle cooperative di inserimento lavorativo solo se queste applicano i contratti in vigore per le aziende di Confindustria.

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2 risposte a “Emilia Romagna, le cooperative che resistono alla crisi

  1. Grazie e complimenti per il vostro blog, che ho visitato ora.

  2. Sono dati molto importanti che testimoniano come un modello di impresa non fondato sul profitto ma sulla reciprocità e sulla risposta a bisogni sociali sia in grado di crescere, anche e soprattutto in momenti di crisi economica. Vista la rilevanza delle informazioni abbiamo pensato di ripubblicarle sul nostro blog, http://www.praticheresponsabili.it
    Buon lavoro

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