Lombardia, i dati sull’inserimento lavorativo

Il 10 febbraio si è tenuto il seminario di approfondimento sul Libro Verde di Federsolidarietà Lombardia. Alessandro Ronchi, funzionario regionale, ha presentato i dati sulle cooperative B desunti dall’Albo regionale.

Sono 511 le cooperative B lombarde, circa il 32% del totale delle cooperative, con percentuali provinciali che vanno dal 28% al 39% di Brescia. Il loro tasso di crescita è inferiore al resto della cooperazione lombarda (+7% dal 2007 contro il 13% della generalità delle cooperative e +68% dal 1998, contro il +114% delle altre cooperative).

I soci sono 17.380, di cui 2.621 soci volontari, in percentuale del 15% (abbastanza stabili negli anni) contro il 10% della cooperazione sociale in generale.

Gli occupati sono quasi 13 mila, 26 in media a cooperativa, con un aumento significativo rispetto a quello di qualche anno fa; di questi circa 5 mila sono svantaggiati, pari al 38% del totale (circa 2/3 uomini). Rispetto alle categorie, oltre il 61% sono disabili, il 16% persone con disagio mentale, il 15% tossicodipendenti,il 7% detenuti. In questi ultimi anni è assai salita la quota di persone con disabilità inserite nelle cooperative B lombarde.

Rispetto alle attività svolte, verde e pulizie si confermano tra le più praticate (le pulizie sono in forte crescita), ma sono comunque significative molte altre attività artigianali, di assemblaggi, raccolta rifiuti, manutenzione immobili, gestione mense, informatica, floro vivaismo, ecc. Verde, pulizie e servizi ambientali sono anche gli ambiti più utilizzati per i convenzionamenti ai sensi dell’articolo 5.

Sono infine state illustrate le disposizioni normative regionali tese a promuovere le cooperative sociali di inserimento lavorativo:

  • determinazione annuale da parte della Regione dell’elenco dei beni e servizi da destinarsi alle Convenzioni con le cooperative sociali di tipo B, iscritte nell’Albo sino a raggiungere tendenzialmente una percentuale congrua indicativamente del 5% dell’importo complessivo degli affidamenti;
  • proposta dell’adozione delle medesime modalità agli enti del sistema regionale;
  • promozione di iniziative per la definizione di nuove categorie di persone svantaggiate inseribili nelle cooperative di tipo B
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