Cooperazione di inserimento lavorativo e valore aggiunto sociale

Il 7 febbraio si è svolto a Bologna un seminario regionale di approfondimento sul Libro Verde; oggi e nei prossimi giorni saranno pubblicati alcuni materiali presentati in tale occasione.

Oggi è la volta dell’anteprima di un lavoro in via di ultimazione, realizzato da Aiccon, “Il valore aggiunto della cooperazione di inserimento lavorativo“. La presentazione ha preso le mosse dalla discussione di alcune evoluzioni di scenario in atto, a partire dalla ridefinizione dei paradigmi economici: induce ad esempio alla riflessione verificare che da metà anni novanta la crescita economica non è è più correlata con il grado di soddisfazione dei cittadini. Al tempo stesso i sistemi di welfare sono, come è noto, in crisi mentre cresce la differenziazione dei bisogni e la struttura demografica evolve sempre più verso una società anziana.

Viene da chiedersi: se in questi 25 anni si è assistito all’emersione di soggetti diversi dallo Stato nella realizzazione del welfare, verso quali scenari ci si sta dirigendo? verso una “democratizzazione” che vede le diverse componenti sociali compresenti, con un ruolo significativo del terzo settore o verso una “privatizzazione” che vede il mercato ordinario occupare gli spazi lasciati liberi dallo Stato?

L’ipotesi “democratica” vede sicuramente molti sostenitori, e a ragione la cooperazione di inserimento lavorativo spesso considerata a livello europeo come un rilevante esempio di innovazione sociale, definita come “una soluzione innovativa a un problema sociale, più efficace, efficiente, sostenibile e giusta di quelle esistenti, che produce valore per la società nel suo complesso piuttosto che per i singoli individui”; ma cogliere questa opportunità richiede un approccio adeguato da parte della cooperazione sociale, meno preoccupata di difendere le piccole nicchie acquisite e più incline ad un approccio pro attivo. Si tratta di valorizzare la propria capacità di “creare valore intraprendendo”, con ciò considerando il valore nelle sue diverse articolazioni: valore economico (si ricordano a questo proposito le numerose ricerche che comprovano il vantaggio, anche economico, dell’inserimento lavorativo), valore sociale (che non deve patire il rischio di isomorfismo verso quello economico), valore istituzionale e valore culturale.

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