Al servizio del bene comune

Per incominciare una segnalazione, una mezza good new rispetto al post del 30 gennaio, che raccoglieva un appello della Fish circa le preoccupazioni per una improvvida disposizione della legge 126/2010 che avrebbe comportato il rischio di depotenziamento del collocamento mirato dei disabili. Oggi la Camera dei deputati ha approvato una proposta di legge che sana l’inconveniente. Si è in attesa del passaggio al Senato (e così diventerebbe una good new tutta intera).

Ma veniamo alla segnalazione di oggi, un articolo del Presidente Beppe Guerini pubblicato il mese scorso sul Corriere delle Opere. Entro un discorso ampio e articolato sull’azione di “civilizzazione dell’economia” realizzato dalla cooperazione sociale, il Presidente Guerini ha evidenziato la necessita di rinnovare il nostro impegno per l’inserimento lavorativo.

“Per questo abbiamo redatto il Libro Verde … Sul modello dei documenti di riflessione pubblicati dalla Commissione europea, … Federsolidarietà con il Libro Verde vuole alimentare il dibattito sulle potenzialità che le cooperative sociali possono mettere in campo per l’occupazione di soggetti svantaggiati attraverso un’accurata analisi del settore e delle politiche pubbliche. Il documento si conclude infatti con una serie di proposte a livello europeo, nazionale e locale relative agli strumenti necessari per raggiungere gli obiettivi. Le proposte riguardano sia l’allargamento delle categorie di soggetti svantaggiati previsti oggi dalla legge 381/91 sia proposte finalizzate a favorire l’inserimento dei lavoratori svantaggiati nel mercato del lavoro aperto al termine del loro periodo di formazione in cooperativa. [I risultati ottenuti dalla cooperazione sociale di inserimento lavorativo] ci portano a difendere con forza la validità del modello della cooperativa sociale di inserimento lavorativo come strumento intrinsecamente efficace per realizzare politiche attive del lavoro per l’inclusione sociale. Ma per esser efficace questo modello ha bisogno dell’ossigeno delle alleanze e del consenso continuo delle istituzioni e delle parti sociali; un consenso che in questi ultimi tempi subisce qualche allentamento dovuto all’affermarsi di culture amministrative che per eccesso di premura verso i principi di concorrenza rischiano di subordinare l’interesse pubblico della coesione sociale o dell’inserimento lavorativo a quello dell’applicazione ferrea del principio di competizione tra le parti; oppure l’esigenza di tutelare una categoria di lavoratori rischia di negare la possibilità a lavoratori più deboli di accedere al mercato del lavoro.

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