Riflessioni dall’Emilia Romagna (1/2)

Oggi e domani si pubblica un estratto del documento inviatoci dalla Federazione dell’Emilia Romagna e condiviso anche con Legacoop sociali, sulle cooperative B. In questa prima puntata si riporta un’analisi sui punti di forza e di debolezza dell’esperienza, mentre domani sarà pubblicato il capitolo su “Le prospettive future”. Il nostro percorso verso il Libro Bianco è anche condivisione di riflessioni ed esperienze, benvenuti quindi i contributi di questo tipo.

Il documento riprodotto in estratto è una rielaborazione del rapporto realizzato, in preparazione della III Conferenza regionale della cooperazione sociale dell’Emilia Romagna, tenutasi a Bologna il 20 novembre 2009

Punti di forza. Le buone prassi realizzate

La cooperazione sociale di inserimento lavorativo, nella nostra Regione, ha saputo mantenere e sviluppare in questi anni la sua specificità di essere un’impresa che produce beni e servizi finalizzati all’accoglienza e all’inserimento lavorativo delle persone svantaggiate. Le principali innovazioni riguardano:

  • La forte crescita sia di unità produttive che di lavoratori impiegati e la spinta su tutto il territorio regionale a costituire Consorzi per avere maggiore forza imprenditoriale e commerciale e per realizzare il sistema di cura e inserimento sociale della cooperazione sociale
  • Lo sviluppo nel particolare settore dei committenti pubblici, nell’igiene ambientale, e delle multiutilies;
  • La capacità di alcune Cooperative/Consorzi di creare alcune figure professionali non disponibili sul mercato – in particolare quelle del lavoratore guida, del tutor dell’inserimento lavorativo e del responsabile sociale – e strumenti per seguire e certificare l’acquisizione di abilità lavorative da parte dei soggetti svantaggiati.

Alcune cooperative/Consorzi hanno definito meglio la propria mission e rafforzato le proprie specificità, anche utilizzando strumenti di rendicontazione sociale (bilancio sociale, codici etici, certificazione di qualità) adottando di fatto logiche e strumenti di supporto all’impiego entro strutture dedicate a questa specifica e prevalente finalità. Esse hanno così potuto evitare di trasformarsi in laboratori protetti, sono rimaste generalmente aperte al mercato del lavoro esterno, soprattutto quando si sono occupate di soggetti svantaggiati diversi dai disabili gravi, affermandosi come strumento specifico e peculiare nel panorama degli strumenti di politica attiva del lavoro.

Punti di debolezza e criticità evidenziate

  • Difficoltà a comunicare e a far comprendere, in particolare alle pubbliche amministrazioni, il valore aggiunto dell’integrazione sociale, con il risultato di essere considerate, quando va bene, come un qualunque altro “fornitore”.
  • Le cooperative B sono tendenzialmente di minori dimensione delle cooperative A, questo è un elemento di debolezza in una tipologia d’impresa che deve assommare competenze complesse e diversificate (in questo senso il ricorso ai Consorzi, rappresenta una risposta imprenditoriale al problema della dimensione).
  • Scarsa patrimonializzazione e mancanza di soci sovventori finanziariamente capaci, con conseguente difficoltà d’investimento.
  • Attività lavorative poco professionalizzanti. Produzioni con livelli intensivi di lavoro, di semplice esecuzione e a basso valore aggiunto: attività artigianali, attività di assemblaggio, pulizie, manutenzione del verde pubblico e privato, servizi ecologici. Mancanza, nella maggior parte delle cooperative sociali di competenze tecniche operative per lo sviluppo di settori a più alto valore aggiunto.
  • I contributi pubblici a sostegno dell’attività di inserimento lavorativo sono limitatissimi (non ci sono  riconoscimenti anche economici del ruolo delle coop. B nelle politiche attive del lavoro), a fronte di un costo “sociale” alto (tutor, Responsabile Sociale) se le cooperative B vogliono realizzare compiutamente la propria mission.
  • Non si è riusciti a creare, se non in rari casi, filiere strutturate imprenditorial/sociali con il sistema delle imprese e col mondo cooperativo in particolare a partire dalle cooperative di produzione-lavoro e di servizi che in alcuni segmenti di mercato risultano, anzi, essere i principali concorrenti delle cooperative sociali.

A domani per il seguito…

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