10 dicembre, a Roma: “Pubblici poteri e cooperazione sociale. Servizi pubblici locali e governance delle politiche”

Non sono stati, per dirla tutta, mesi facili questi ultimi. Qualche esempio? Le osservazioni delle Autorità di Vigilanza sui Contratti Pubblici circa i casi in cui l’utilizzo di convenzioni ai sensi dell’articolo 5 può essere censurabile (vedi circolare FedersolidarietàIntervista al presidente Guerini); il persistere di confusione in materia contrattuale in taluni settori praticati da molte cooperative di inserimento lavorativo; e la necessità di porre sotto attenzione lo sviluppo della giurisprudenza sull’applicazione della 381/1991 ad affidamenti nel campo dei servizi pubblici locali.

Proprio partendo da questo ultimo aspetto si è ritenuto il caso di fare il punto della situazione, sia relativamente agli aspetti tecnici che a quelli politici. Sugli aspetti tecnici, certamente, perché quando la discussione riguarda legislazione e giurisprudenza non si può prescindere da una analisi tecnica delle fonti normative, per sgombrare il campo da possibili fraintendimenti. Sugli aspetti politici, perché se i nostri interlocutori perdono il senso ultimo degli strumenti normativi che hanno accompagnato lo sviluppo dell’inserimento lavorativo, è più facile che emergano interpretazioni limitative; magari giuridicamente poco fondate, ma insidiose perché vengono collocate in quadro concettuale scorretto.

Detto in modo esplicito: se si dimentica che la cooperazione di inserimento lavorativo è uno strumento straordinario (già tanto si è detto in questo blog in proposito) per assicurare il diritto al lavoro e all’integrazione sociale a persone che altirmenti ne rimangono sono escluse, le previsioni normative che facilitano questo straordinario risultato sociale rischiano di essere percepite come innaturali privilegi ottenuti da una sorta di “lobby della cooperazione” a tutela del proprio posizionamento di mercato. Se i nostri interlocutori perdono il senso del lavoro che svolgiamo, le cooperative B si trasformano da partner prezioso nel perseguire un interesse pubblico a gruppo di pressione da accontentare compatibilmente con le pretese di altri gruppi e con le dottrine in materia di libertà di impresa.

Certo, la riaffermazione politica non assorbe il dato tecnico, che va comunque approfondito: semplicemente i due aspetti devono andare insieme. Ci proviamo, come Federsolidarietà, con il seminario

Pubblici poteri e cooperazione sociale. Servizi pubblici locali e governance delle politiche
10 dicembre 2010
Roma, Palazzo della Cooperazione, via Torino 146

Qui il programma dei lavori e la nota sul sito di Federsolidarietà.

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